Ciascun corso è aperto fino ad un massimo di 25 studenti, previo superamento di una selezione. I corsi  hanno una durata biennale (4 semestri – per un totale di 2000 ore) e la frequenza è obbligatoria per l’80% delle ore complessive. Grazie alla vasta rete di partner sparse sul territorio regionale e nazionale, circa la metà del percorso si svolge in azienda considerando stage (almeno 800 ore, pari al 40% del totale) e “lezioni in azienda”. Il corpo docente proviene almeno per il 50% (con punte oltre 60%) dal mondo del lavoro e coinvolge titolari d’impresa, professionisti, tecnici, consulenti che, oltre a trasmettere la loro preziosissima esperienza, aprono le porte delle aziende per lezioni in azienda e stage.

I nostri corsi vengono “co-progettati” con le imprese del tessuto locale sulla base delle loro esigenze. Il coinvolgimento delle aziende avviene lungo tutto il percorso formativo: dall’indagine ex ante sul tipo di figura da formare, allo studio del progetto formativo, alla declinazione degli insegnamenti, alla realizzazione del percorso.

Questo fa sì che l’ITS TAGSS sia una scuola del “saper fare” innovativa ed in linea con le esigenze del mercato, nella quale gli studenti si trasformano nell’arco di due anni in lavoratori con competenze centrate e finalizzate alle richieste delle aziende.

L’ITS è lavoro
Secondo il monitoraggio MIUR 2018, l’82,5% dei “supertecnici” ITS ha trovato un’occupazione a dodici mesi dalla conclusione del percorso formativo, nell’87,3% dei casi in un’area coerente con il piano di studi. Le diplomate e i diplomati che non hanno trovato lavoro sono 383, di questi 101 si sono iscritti ad un percorso universitario. Quanto ai tipi di contratto, nel 47,45% dei casi si tratta di contratti a tempo determinato o lavoro autonomo in regime agevolato, nel 29,89% di contratti a tempo indeterminato o lavoro autonomo in regime ordinario e nel 22,65% di contratti di apprendistato.

Il confronto con l’Università
Il rapporto 2017 condotto da AlmaLaurea (il consorzio delle università italiane) rileva che ad un anno dal titolo risulta occupato* solo il 68% dei laureati triennali (nel 2007 era l’82%) e il 71% dei laureati magistrali biennali (nel 2007 era l’80,5) contro ben l’82,5% dei supertecnici ITS (monitoraggio Indire 2018). Facendo un confronto con i dati dell’ultimo Rapporto Anvur (2016) sull’Università, nei percorsi ITS il tasso di abbandoni è appena del 16,7% (nell’Università è il 38%) mentre gli studenti regolari erano l’83,3% (44,5% degli studenti universitari). Il confronto è anche riportato nella tabella di seguito.

Il confronto tra ITS e Università

Il confronto tra ITS e Università

 

Oltre l’ITS
Al termine del percorso, previo superamento dell’esame finale, sarà rilasciato il titolo di Tecnico Superiore valido sul territorio nazionale e dell’Unione europea (V livello del Quadro Europeo delle Qualifiche – EQF). Il diploma ITS oltre a consentire l’accesso ai pubblici concorsi, permette il riconoscimento di crediti per l’iscrizione agli albi professionali e il riconoscimento di crediti formativi universitari (CFU), per un minimo di 40 CFU per i percorsi della durata di quattro semestri (come quelli ITS TAGSS), L. 89/2016, art. 2-ter,  in modifica del comma 51, legge 107 del 2015. Il riconoscimento del numero complessivo di CFU varia a seconda dei corsi svolti e dagli standard dell’Università in cui si vuole accedere.. Il riconoscimento del numero complessivo di CFU varia a seconda dei corsi svolti e dagli standard dell’Università in cui si vuole accedere.

*Si considerano occupati, secondo la definizione adottata dall’Istat, anche quanti sono in formazione retribuita.