Perché l’impresa dovrebbe “scommettere” sull’ITS e partecipare alla Fondazione

 

Perché c’è un costante e diretto contatto con le imprese, le quali partecipano alla stesura del programma didattico e collaborano alla realizzazione dei corsi “adottando” gli allievi, ospitando gli stage e mettendo a disposizione i propri formatori.

Perché l’ITS potrà contribuire a ridurre il gap attualmente esistente tra la domanda di tecniciproveniente dal mondo del lavoro e l’offerta che il sistema scolastico è in grado di proporre. – Perché le imprese potranno riscoprire, nei diplomati presso gli ITS, quella figura, molto desiderata del “super perito” ed oggi non più reperibile nel panorama dell’offerta scolastica, che in molti casi, nel passato, ha contribuito alla crescita ed allo sviluppo di molte realtà produttive.

Perché l’impresa potrà scegliere i propri potenziali addetti in un gruppo ristretto, selezionato eformato appositamente per un’alta spendibilità occupazionale.

Perché l’ITS non avrà soltanto valore in sé, per i tecnici superiori che andrà a formare, masoprattutto per la strutturazione di processi e di relazioni che sarà capace di alimentare tra il mondo dell’Istruzione, della Formazione superiore ed universitaria, delle Imprese, degli Enti locali.