Proponiamo di seguito una rassegna stampa degli articoli apparsi online che riguardano gli ITS:

2018

  • «Bene sull’azzardo, ma contro la precarietà serve un patto nuovo», articolo del 9 agosto 2018 a firma di Roberto Rossini e apparso su Famiglia Cristiana.
  • Confusi e infelici, i neodiplomati non sanno che strada scegliere (e si affidano al caso, o ai genitori), articolo del 12 luglio 2018 a firma di Lidia Baratta e apparso su Linkiesta. Al centro dell’aarticolo è il sondaggio di “Skuola.net” secondo cui solo il 48% dei neodiplomati sa cosa farà. La maggior parte giudica inutili le giornate di orientamento a scuola. Il 60% alla fine sceglie l’università, il 15% cercherà un lavoro. E un risicato 3% si rivolgerà ai corsi di formazione professionale e agli Its.
  • Its, una lezione di realtà a tutto il sistema-scuola, articolo del 30 giugno a firma di Alessandro Mele e apparso su ilsussidiario.net.
  • Regole nuove e finanziamenti certi per rilanciare lo sviluppo degli Istituti tecnici superiori, articolo del 12 giugno 2018 apparso su Scuola24, inserto dedicato a formazione, università e ricerca de Il Sole 24 ORE. Dedicato al convegno tenutosi ieri a Venezia che ha coinvolto le fondazioni ITS e Confindustria, l’articolo riporta le richieste rivolte al governo e al parlamento in merito al ruolo e alle risorse da destinare agli ITS.
  • Its passepartout per il lavoro, ecco perché vanno potenziati, articolo dell’11 giugno 2018 apparso su Il Sole 24 ORE.
  • Come rilanciare gli Its? Con l’Academy, articolo dell’11 giugno 2018 apparso su Scuola24, inserto dedicato a formazione, università e ricerca de Il Sole 24 ORE.
  • Industria 4.0, addio alle tute blu: largo ai super-tecnici, articolo del 21 maggio 2018 a firma di Claudia Marin e apparso su Quotidiano.net. L’articolo si concentra sulla difficoltà per le aziende di trovare figure professionali legate alle competenze di INDUSTRIA 4.0; difficoltà dovuta soprattutto all’insufficiente numero di iscritti ai percorsi ITS in Italia. Secondo Stefano Sacchi, presidente di Inapp (istituto nato sulle ceneri dell’Isfol): “I nostri Istituti tecnici superiori (ITS) che formano competenze di alto livello tecnico e in connessione con le imprese sono eccellenti, con esiti occupazionali molto elevati (l’80% dei diplomati trova lavoro). Ma gli Its sono pochi”. Per Giovanni Brugnoli (vice presidente Confindustria per il capitale umano): “Le imprese sono affamate di talenti per INDUSTRIA 4.0, ma non li incrociano. Il gap previsto per i prossimi 5 anni è di 280.000 super-tecnici che non si riuscirà a trovare. Serve con urgenza un ponte tra scuola e lavoro. Facciamo sentire ai nostri ragazzi e ai loro docenti il profumo della fabbrica”.
  • Formazione, chi non si dà da fare rimane indietro o non trova il lavoro, articolo del 17 maggio 2018 a firma di Pino Ezio Beccaria e apparso su L’Opinionista.
  • Il sensore svela se il formaggio è stagionato, articolo del 16 maggio 2018 a firma di Fabio Marzano e apparso su La Repubblica. L’articolo è dedicato ai migliori prototipi legati al progetto nazionale ITS 4.0 promossi da tutti gli ITS italiani. In apertura è presentato il progetto SensingCheese4.0 sviluppato dal nostro ITS con il coinvolgimento di 8 nostri studenti in collaborazione con i nostri soci fondatori e partner: il caseificio dei F.lli Pinna di Thiesi e la società ICT di Alghero Primo PrincipioSensingCheese4.0 ha sviluppato un sensore wireless e un app per il tablet che, misurando l’umidità all’interno del formaggio in modo non invasivo, consente di monitorare a distanza la stagionatura, evitando spreco e danneggiamenti. Il progetto nazionale ITS 4.0 è un’iniziativa promossa dal MIUR, in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari di Venezia, per sperimentare un metodo di apprendimento innovativo, il Design Thinking, che incentiva l’organizzazione del processo creativo e favorisce la gestione dell’innovazione tecnologica, partendo dall’ascolto dell’utente finale, la cosiddetta fase empatica, per arrivare alla progettazione e alla prototipazione a basso costo.
  • Lavoro, le imprese italiane cercano 150.000 supertecnici ma non ci sono. Perché?, video-articolo del 13 maggio 2018 a firma di Milena Gabanelli e apparso su Corriere.it. L’articolo offre una panoramica del sistema ITS in Italia sottolineando la grande flessibilità di queste scuole di alta formazione combinando le esigenze formative di studenti e imprese (82,5% è occupato ad un anno dal titolo). Viene riportato che “nei prossimi cinque anni avremo bisogno di oltre 150 mila supertecnici nei settori chiave della meccanica, della chimica, del tessile, dell’alimentare e dell’Ict” e che gli ITS rappresentano la soluzione. Una realtà da incoraggiare: “Attualmente abbiamo 10.447 iscritti nei 95 Its italiani mentre in Germania le «Fachhochschulen» (analoghi istituti di formazione terziaria), superano il milione di studenti. Il rapporto è di 1 a 100″.
  • I nuovi percorsi verso l’occupazione 4.0, articolo del 13 maggio 2018 a firma di Massimo Ferlini e apparso su ilsussidiario.net. L’articolo riposrta del recente provvedimento interministeriale che dà attuazione a quanto previsto dalla Legge di bilancio 2018 la quale “prevedeva un credito di imposta pari al 40% delle spese (con un limite massimo di 300.000 euro) attuate dalle imprese per formazione 4.0. Le aziende possono così investire in percorsi formativi, acquisire nuove competenze su tecnologie 4.0 applicate negli ambiti dell’informatica, in tecniche e tecnologie per la produzione, la vendita e il marketing”. In questo giocano un ruolo cruciale gli ITS che permettono di formare figure specialistiche per i diversi settori produttivi, coinvolgendo le imprese nella progettazione dei corsi, nella docenza in aula e prevedendo periodi di formazione direttamente sul luogo di lavoro. Dall’altro lato, le famiglie devono sostenere questi percorsi: “Devono considerare il percorso di formazione professionale non più un ripiego rispetto alla scuola tradizionale, ma una scelta che può corrispondere ai talenti dei propri figli garantendogli pari dignità di crescita culturale e professionale dei percorsi liceali”.
  • Il Made in Italy non trova i tecnici giusti, del 23 aprile 2018 a firma di Veronica Passeri e apparso su Economia e Lavoro, inserto de Quotidiano Nazionale. L’articolo, corredato da una intervista a Giovanni Brugnoli (vice presidente Confindustria per il capitale umano) è dedicato al dossier di Orientagiovani per Confindustria. Si sottolinea come attualmente un quinto delle imprese italiane non riesca a trovare i profili professionali di cui ha bisogno, “i tecnici giusti”, anche a causa delle scelte scolastiche (sbagliate) dei giovani che sono responsabili del 40% della disoccupazione giovanile. “Da qui a 5 anni mancheranno, al netto degli studenti già iscritti a corsi di formazione, 280mila figure professionalizzate. È un dato certo, se si guarda la differenza tra le persone che andranno in pensione e quelle che sono all’inizio dei corsi”, afferma Brugnoli. Il dossier evidenzia la necessità di competenze “di filiera”, come quelle offerte dagli ITS che registrano tassi di occupazione pari anche al 100% nei casi in cui i rapporti con le imprese sono più stretti. Fra i settori in cui mancano tecnici specializzati spicca l’agroalimentare e fra le figure quelle legate a manufacturing e prodotto, design e progetto, marketing e commerciale, qualità e sicurezza.
  • “Scendere sotto l’80% di occupati per gli Its sarebbe una sconfitta”, del 20 aprile 2018 a firma di Beatrice Corradi e apparso su Libero. Nell’intervista a Gabriele Toccafondi (sottosegretario all’Istruzione) emerge l’alto tasso di occupazione ad un anno dal titolo (“una vittoria per il paese”) e l’importanza dei corsi ITS non solo per chi è appena uscito da un istituto secondario, ma anche per chi cerca una riconversione professionale o per chi proviene da un percorso universitario insoddisfacente.
  • Presentato al Miur il Monitoraggio nazionale 2018 sul Sistema ITS, del 17 aprile 2018 apparso su indireinforma. L’articolo riporta che l’82,5% diplomati ITS nel periodo considerato dal monitoraggio ha trovato un’occupazione a dodici mesi dalla conclusione del percorso formativo e nell’87,3% dei casi in un’area coerente con il piano di studi. Le diplomate e i diplomati che non hanno trovato lavoro sono 383, di questi 101 si sono iscritti ad un percorso universitario. Quanto ai tipi di contratto, nel 47,45% dei casi si tratta di contratti a tempo determinato o lavoro autonomo in regime agevolato, nel 29,89% di contratti a tempo indeterminato o lavoro autonomo in regime ordinario e nel 22,65% di contratti di apprendistato
  • Its garanzia di occupazione: dopo un anno lavora oltre l’82% dei diplomati, del 17 aprile 2018 a firma di Claudio Tucci e apparso su Norme&Tributi, l’inserto su normativa fiscale e tributi de Il Sole 24 ORE. L’articolo presenta i dati sul monitoraggio Miur 2018, dai quali emerge come gli ITS garantiscano una percentuale di impiego ad un anno dal titolo pari all’80,5%, con punte superiori al 90%. Dal 2015 al 2018 gli studenti sono passati da circa 8mila a quasi 11mila; i percorsi attivi sono saliti da 349 a 464, e pure le aziende partner degli ITS sono aumentate da 509 a 827.
  • Hackerare la tradizione, del 07 marzo 2018 a firma di Giampaolo Colletti e apparso su Nòva 24, l’inserto su innovazione e tecnologia de Il Sole 24 ORE. L’articolo racconta il progetto ITS 4.0 che coinvolge quattro studenti del nostro ITS e i partner Fratelli Pinna Industria Casearia e Primo Principio, che ha curato l’azione progettuale. Nell’articolo si spiega come i quattro studenti del TAGSS (Alessandro, Giuseppe, Sebastiano e Simone) siano stati coinvolti per dare risposte concrete sugli aspetti legati alla qualità e quindi rendere l’azienda Fratelli Pinna ancora più competitiva sul mercato. Un’industria lattiero-casearia che oggi è una istituzione con i suoi 200 dipendenti e un fatturato di 65 milioni di euro all’anno e che punta ad una costante innovazione del prodotto e del processo produttivo.
  • Un anno dopo la fine dei corsi lavora l’86% di diplomati Its, del 06 marzo 2018 a firma di Marta Panicucci e apparso su Il Sole 24 ORE. Nell’articolo emerge come il tasso di occupazione dei diplomati dei sette ITS della Toscana, a 12 mesi dalla fine del corso, è pari in media all’86%.
  • Adattamento e intuito gli istituti tecnici pronti al grande salto, del 05 marzo 2018 apparso su Affari&Finanza, inserto de La Repubblica. Nell’articolo si riporta che il ministero dello Sviluppo economico ha riconosciuto l’importanza degli Istituti tecnici superiori inserendoli all’interno del “Piano impresa 4.0” e promuovendo un aumento del finanziamento per gli ITS inserito nella Legge di stabilità per il prossimo Triennio.
  • Dalle parti sociali il sì alla formazione duale, del 01 marzo 2018 a firma di Claudio Tucci e apparso su Scuola24, l’inserto su formazione, università e ricerca de Il Sole 24 ORE. L’articolo dà notizia del documento condiviso da Confindustria, Cgil, Cisl e Uil che insiste sul rafforzamento degli ITS, coinvolti nei progetti di Impresa 4.0.
  • Apprendistato in Spindox grazie a un corso ITS: «Finalmente applico ciò per cui ho studiato», del 25 febbraio 2018 a firma di Marianna Lepore e apparso su La repubblica degli stagisti. L’articolo racconta l’esperienza di stage  e il successivo inserimento in azienda grazie ad un corso ITS.
  • Filiera formativa a tassazione zero, del 19 febbraio 2018 a firma di Eugenio Bruno e Claudio Tucci e apparso su Scuola24, l’inserto su formazione, università e ricerca de Il Sole 24 ORE. L’articolo riepiloga le proposte per far decollare il link scuola-lavoro emerse nell’Assise di Confindustria, intitolata «Prepararsi al futuro». Le proposte riguardano: inserimento dei ragazzi in un’unica filiera formativa; azzeramento degli oneri fiscali e contributivi sull’intero percorso; potenzimento degli Istituti tecnici superiori post-diploma che già oggi vantano un tasso di occupabilità dell’80%; stanziamento delle risorse che consentano di trasformare gli ITS in «Smart Academy».
  • Il lavoro del futuro: cosa conviene studiare, video-articolo del 7 febbraio a firma di Milena Gabanelli e apparso su Corriere.it. L’articolo propone una panoramica delle prospettive lavorative in Italia informando che nella legge finanziaria approvata nel dicembre 2017 è previsto un finanziamento fino a 30milioni di euro per gli ITS per l’incremento degli strumenti tecnologici legati allo sviluppo dell’industria 4.0. Si prevede l’istituzione di un Fondo (fino a 250 milioni annui dal 2019) per finanziare i progetti proposti dal pubblico e dal privato per lo sviluppo del capitale immateriale.
  • “È giusto investire sugli istituti tecnici superiori”, video (durata: 1’39”) dell’intervento di Carlo Calenda, ministro dello sviluppo economico, durante la puntata del 1 febbraio 2018 del programma Piazza Pulita in onda sull’emittente televisiva La7. Nel video sostiene: “L’80% dei diplomati dagli istituti tecnici superiori trova un lavoro immediatamente. Anche in questo è il futuro dell’Italia. I lavori hanno le loro dignità”.
  • È un errore fermarsi al diploma, del 30 gennaio 2018 a firma di Andrea Gavosto e apparso su La Stampa. L’articolo si sofferma sull’importanza di proseguire il proprio percorso formativo oltre il diploma per migliorare la propria occupabilità, magari scegliendo un corso ITS.
  • Si rafforza la collaborazione tra Its e imprese, del 23 gennaio 2018 a firma di Claudio Tucci e apparso su Scuola24, l’inserto su formazione, università e ricerca de Il Sole 24 ORE. L’articolo pone l’attenzione sull’importanza di far conoscere a famiglie e studenti gli ITS, l’unico canale formativo terziario, subito professionalizzante, alternativo all’università, oggi presente in Italia e con un tasso di occupabilità superiore all’80%. Si sottolinea come anche il ministro dello sviluppo economico, Carlo Calenda, li ritenga strategici per il decollo del programma Industria 4.0. Decisivo per il loro successo è inoltre il ruolo dei privati: i soggetti partner delle 93 Fondazioni ITS sono circa 2mila, di cui 712 imprese, i percorsi attivi sono 445.
  • Its, otto diplomati su dieci trovano subito un posto, del 22 gennaio 2018 apparso su TuttoSoldi, inserto su economia, finanza e mercati de La Stampa. L’articolo offre una fotografia della situazione del sistema ITS corredata dalle parole di Carlo Calenda, Ministro dello Sviluppo Economico, il quale prevede un investimento di 400 milioni di euro per gli ITS Italiani. I dati riportati dicono che in Italia gli studenti degli ITS sono circa 10.000 contro gli oltre 800.000 in Germania. L’obiettivo è quello di raggiungere almeno 100 mila studenti iscritti entro il 2020.